CIAK! Per una Cultura inclusiva
L’idea progettuale nasce dalla valutazione del contesto sociale attuale e dall’osservazione di quelle che sono le problematiche legate all’inclusione della popolazione con disabilità a livello nazionale e in relazione agli obiettivi ONU 2030. Il focus si concentra sulla partecipazione delle persone con disabilità alla vita attiva e sociale, nelle sue varie sfaccettature (lavorativa, scolastica, sportiva etc.) e nella lotta alla discriminazione delle stesse. Andando ad impattare su un piano multilivello, l’idea a fondamento si prefigge di prevenire le pratiche discriminatorie di esclusione sociale e di isolamento, sviluppando un progetto “riflessivo” che si svolga anche nei diversi luoghi di vita del disabile (posto di lavoro, scuola, centri sportivi e di aggregazione etc.) anche al fine di potenziare le possibilità di accoglienza per persone con disabilità. L’idea è quella di strutturare le attività all’interno dei diversi luoghi al fine di impattare sui diversi aspetti di vita del disabile. Il progetto nasce dall’idea di agire da un punto di vista formativo su una serie di figure chiave all’interno di contesti lavorativi, scolastici e sportivi, per rafforzare il tema dell’inclusione delle persone con disabilità ed il contrasto alle pratiche discriminatorie, attraverso anche l’uso di processi educativi non-formali. Affrontare la formazione degli operatori chiave su queste tematiche permetterà alle altre soggettività presenti all’interno dei singoli contesti di ricevere una formazione a cascata con un beneficio dato dall’effetto moltiplicatore. Proprio sfruttando questo legame saranno sviluppate delle attività definibili come “a cascata”. Il progetto intende mettere a punto un modello educativo nuovo di carattere espansivo che dagli operatori chiave, focalizzandosi sul ruolo delle attività educative complementari all’educazione formale, si estenda alle altre figure dell’impresa, della scuola, dello sport. La formazione sarà propedeutica ad una attivazione di percorsi dedicati all’inclusione delle persone con disabilità all’interno dei contesti selezionati. Al fine di diffondere comunicativamente ilo messaggio uno degli output di progetto sarà quello della produzione di un cortometraggio dedicato alle tematiche dell’inclusione e della non discriminazione delle persone con disabilità.
Secondo gli ultimi dati Istat, nel nostro Paese le persone con disabilità – ovvero che soffrono di gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere attività abituali causa di problemi di salute – sono 3 milioni e 150 mila (il 5,2% della popolazione). La disabilità può avere un impatto su diversi aspetti della vita delle persone, a livello familiare, sociale, economico o lavorativo. Conseguenze a volte difficili, che variano negli anni in base alle diverse fasi della vita e che riguardano spesso anche altri componenti della famiglia o di chi è chiamato ad assistere la persona con disabilità (caregivers). Secondo uno studio condotto dall’Università di Oxford e dalla Beijing Normal University, nel mondo il 38% dei minori disabili ha subito atti di bullismo, mentre da un’indagine dell’Associazione nazionale dipendenze tecnologiche e cyberbullismo (Di.Te) emerge che oltre il 35% dei bambini e dei ragazzi con disabilità ha subito almeno un episodio di violenza di tipo fisico, emotivo, sessuale, psicologica o verbale da quando utilizza i social, i servizi di messaggistica o i giochi online. In Italia – secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat ed elaborati da Manageritalia – sui circa tre milioni di persone diversamente abili, solo il 32,5% (nella fascia d’età 15-64 anni) risulta occupata, contro il 58,9% della media nazionale. Inoltre facendo riferimento all’indagine ISTAT “Conoscere il mondo della disabilità: persone, relazioni e istituzioni”, si osserva che solo il 9,1% delle persone con disabilità in Italia pratica sport, contro il 36,6% relativo al resto della popolazione. Un ulteriore 14,4% delle persone con limitazioni (meno della metà rispetto alle persone senza limitazioni) svolge qualche attività fisica, pur non praticando sport. In conclusione, tra la popolazione italiana che ha una limitazione grave, circa l’80% è in una condizione di sedentarietà contro il 34% circa della popolazione senza limitazioni; dunque, 8 persone con limitazioni gravi su 10 non raggiungono i 150 minuti di attività moderata alla settimana. Lo sport può contribuire ad una crescita sana ed equilibrata e permettere al contempo di instaurare relazioni con i coetanei e gli adulti, acquisendo valori come il rispetto delle regole, la lealtà, l’impegno personale e la capacità di lavorare in gruppo, può costituire una leva per l’affermazione di promozione e valorizzazione degli spazi di comunità e di inclusione di tutti. Sono 338mila gli alunni con disabilità che hanno frequentato le scuole italiane nell’annualità 2022/2023 (+7% rispetto al precedente anno scolastico). Un miglioramento nella partecipazione, però, che non va di pari passo con l’accessibilità degli istituti scolastici. Da questo punto di vista, il Report Istat “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità” restituisce un quadro ampiamente insoddisfacente: sono ancora presenti molte barriere fisiche, tanto che solo una scuola su tre risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria. Scarsa anche l’accessibilità per gli alunni con disabilità sensoriale: solo il 16% delle scuole dispone di segnalazioni visive per studenti con sordità o ipoacusia, mentre le mappe a rilievo e i percorsi tattili, necessari a rendere gli spazi accessibili agli alunni con cecità o ipovisione, sono presenti solo nell’1,5% delle scuole. Considerato quanto emerso, il progetto vuole fornire uno strumento ai così detti “operatore chiave” (ad es. HR, Dirigenti scolastici, insegnanti, coach sportivi) per aumentare l’inserimento delle persone con disabilità, fornendo anche strumenti e conoscenze necessarie a combattere il fenomeno dell’esclusione sociale dei disabili aumentando il grado di recettività. I contesti familiari e le condizioni economiche incidono fortemente sul livello di esclusione sociale della persona disabile e per questo emerge come bisogno quello di moltiplicare i poli sul territorio che siano in grado di fungere da attori protagonisti per l’incremento dell’inclusione sociale.
Attività
Attività 1: Costituzione del gruppo di lavoro, pianificazione delle attività, linee guida progettuali e coordinamento.
Le specifiche attività saranno realizzate a Roma, pur avendo una ricaduta sulle 19 regioni, trattandosi di attività generali di pianificazione e coordinamento. 1.1 Costituzione del gruppo di lavoro, pianificazione e preparazione. Sarà composto il gruppo di lavoro, svolta la suddivisione delle competenze e verrà costituito il Comitato Tecnico-Scientifico (CTS) atto a pianificare le attività, sviluppare uno studio quantitativo e qualitativo sull’ inclusione delle persone con disabilità a fine di realizzare le linee guida per la formazione e a fungere da giuria di esperti per le proposte legate allo sviluppo del Cortometraggio. Nei primi mesi si prevede di strutturare un Piano di Lavoro ad hoc da utilizzare come modello di riferimento, si prevede inoltre di lavorare alla definizione di un plan per il coordinamento generale (Project Management Plan e Quality Guidelines), pianificando dunque tutte le attività in relazione alle risorse umane coinvolte. Sarà identificato un Coordinatore Nazionale, per la gestione dell’intera proposta, ed un Responsabile Amministrativo Nazionale, per ottimizzare l’allocazione delle risorse e gestire gli aspetti contabili e finanziari. Output: piano di lavoro, verbali, piano di comunicazione, materiali di progetto, linee guida per la formazione. 1.2 Coordinamento. Il coordinamento di tutte le attività progettuali si svolgerà per tutta la durata del progetto, per garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati, l’allocazione delle risorse, la più proficua promozione dei risultati raggiunti. Verrà utilizzata una piattaforma di gestione online e preparato uno spazio di condivisione su un cloud online. Verrà preparato e condiviso un calendario di coordinamento con i milestones e le informazioni di progetto in modo che tutti possano agire in maniera coordinata. 1.3 Redazione di un Piano di Comunicazione progettuale
Attività 2. Formazione –Training e strumenti di formazione.
L’attività si svolgerà su un duplice livello territoriale, inizialmente a Roma (2.2) per poi proseguire a livello nazionale con la formazione a distanza (2.3) e lo svolgimento delle attività dedicate ai partecipanti agli interventi che saranno tenute dagli Operatori Chiave (2.4). 2.1 Realizzazione materiali formativi: Sarà effettuata la realizzazione dei materiali per la formazione iniziale del progetto a partire dalle indicazioni delle linee guida dettate dal CTS e per la realizzazione del toolkit finale. Questa attività sarà affidata ai 4 Formatori Esperti: il primo in relazione al tema della disabilità, alle pratiche inclusive e alle modalità di sviluppo di attività per persone con disabilità; il secondo esperto di protagonismo giovanile, advocacy, processi partecipativi, educazione ed apprendimento permanente; il terzo esperto in sport e processi educativi nello sport e il quarto ed ultimo esperto in nuove tecnologie e comunicazione. La formazione sarà erogata una prima parte in aula nel Lazio e in parte in FAD e-learning. Le attività formative nelle loro varie accezioni vedranno la partecipazione di 5 volontari impegnati nella stesura dei materiali e nelle modalità di erogazione. 2.2 Training La formazione in aula sarà realizzata da Formatori Esperti delle tematiche oggetto del progetto e delle metodologie dell’educazione non formale, nonché di educazione civica digitale, monitoraggio dei social network, e contrasto alle pratiche discriminatorie verso persone con disabilità. Essa non sarà solo funzionale all’approfondimento delle tematiche specifiche ma avrà lo scopo di trasferire competenze metodologiche, per “insegnare ad insegnare” agli altri utilizzando lo sport, facilitando un approccio basato sul “learning by doing” e aiutando a ri-programmare la trasmissione dei contenuti educativi ed inclusivi del progetto. Il Training sarà realizzato in modalità residenziale e sarà suddiviso in moduli specifici. Per ciascun modulo, sarà organizzato un reflection group nel quale attivare la valutazione delle competenze acquisite in modalità di self-assessment, sotto la supervisione dei Formatori Esperti. Al Training parteciperanno coach ed educatori provenienti da tutte e 19 le regioni coinvolte (almeno 1 per regione che sarà individuato come responsabile generale delle attività educative sul territorio di riferimento) così da facilitare lo scambio di buone prassi e l’acquisizione di know-how anche per rafforzare le capacità delle diverse realtà territoriali coinvolte e per facilitare la replicabilità ed un impatto a lungo termine. 2.3 FAD e-learning: Una seconda parte della formazione sarà erogata come Formazione a Distanza su piattaforma e-learning. La FAD sarà utile per approfondire alcuni contenuti veri e propri con approfondimenti tematici dal punto di vista sociologico, psicologico e giuridico, dati statistici, ricerche, letteratura internazionale specifica sulle tematiche trattate. Il materiale di studio sarà preparato dai Formatori Esperti in collaborazione con il CTS. Al termine del corso sarà previsto un test per valutare l’apprendimento. La FAD sarà svolta da tutte le realtà territoriali. 2.4 Realizzazione di un percorso educativo all’interno delle realtà progettuali (impresa, scuola, ASD/SSD): Il progetto intende introdurre dei programmi formativi composti dai contenuti esposti nei punti 2.2 e 2.3 ai fini di informare, formare sull’inclusione sociale delle persone con disabilità nei diversi contesti presi in esame (lavoro, scuola, sport). I destinatari coinvolti parteciperanno attivamente alle attività educative mentre, al fine di stimolare il processo di cambiamento, con gli operatori del settore che grazie alla formazione erogata saranno in grado di svolgere interventi di carattere. Negli interventi in questione, sarà utilizzato un approccio metodologico differenziato in funzione del target di riferimento. In generale, saranno usate metodologie di educazione non formale, per facilitare il coinvolgimento, la partecipazione ed il trasferimento di competenze. Inoltre, gli Operatori Chiave formati nel corso di formazione iniziale realizzeranno almeno un workshop con gli altri membri dello staff e delle realtà territoriali e le organizzazioni coinvolte nei diversi contesti.”. L’insieme della attività del punto 2 (2.1;2.2;:2.3;2.4) afferisce all’obiettivo generale 3 “Salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età” e all’area prioritaria d’intervento B “Sostegno all’inclusione sociale in particolare delle persone con disabilità e non autosufficienti”.
Attività 3: Realizzazione di un cortometraggio sull’inclusione delle persone con disabilità.
Verrà realizzato un cortometraggio atto a mettere in luce la visione partecipanti in relazione alle tematiche di progetto, coinvolgendo club ed associazioni, in questa attività si cercherà in particolar modo di coinvolgere il target giovanile 3.1 Realizzazione di un bando tra club per la realizzazione del cortometraggio: facendo seguito al corso di formazione sui temi di progetto verrà pubblicato un bando nazionale diretto ai club che realizzano le attività formative per individuare un concept per la realizzazione di un cortometraggio sul tema del contrasto all’esclusione sociale delle persone con disabilità tramite i valori dello sport. La giuria di valutazione sarà composta dagli elementi del CTS i quali selezioneranno l’idea vincitrice del contest. 3.2: Riprese del corto e disseminazione: I vincitori avranno l’opportunità di lavorare per trasformare la loro idea in prodotto reale, ci si avvarrà di un soggetto esterno al fine di realizzare il cortometraggio. Il cortometraggio sarà poi utilizzato per la campagna di sensibilizzazione nazionale. Attraverso le competenze apportate dall’Ente Terzo saranno inoltre garantite proiezioni e diffusione. L’attività afferisce all’obiettivo generale 4 “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti” e all’area prioritaria d’intervento B “Promozione della partecipazione e del protagonismo dei minori e dei giovani, perché diventino agenti del cambiamento”
Attività 4 Evento sportivo finale di chiusura progetto
Verrà realizzato un evento sportivo e di disseminazione finale dove verranno presentati i risultati, realizzata una conferenza finale sul tema dei modelli di educazione di qualità e permanente per il contrasto all’esclusione sociale dei disabili e il ruolo educativo dello sport, proiettato il corto o un estratto, raccolte le testimonianze di campioni sulla loro esperienza sociale e di contrasto alle dipendenze ivi cui la ludopatia, svolte attività sportive inclusive e presentato il toolkit educativo risultato del progetto. Verrà realizzata anche una conferenza stampa di chiusura a cui invitare esperti e ospiti per analizzare le tematiche ed i risultati. All’evento parteciperanno circa 2050 tra giovani, coach, atleti, educatori e genitori. L’evento finale vedrà la partecipazione di circa 55 volontari. In relazione agli obiettivi generali e alle aree prioritarie d’intervento si collega all’obiettivo generale 11” Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” e all’area prioritaria d’intervento F “Sviluppo e promozione dello sport come strumento di aggregazione e crescita sociale”.
